FURTHER THOUGHTS ABOUT THE SKY

  • Dicembre 6, 2010


Se anche tu vedi la stessa luna
non siamo poi così lontani

Claudio Baglioni
Stai su

La Vanna mi ha ricordato del gioco che facciamo in lontananza, via SMS, quello del buio e della luce in combattimento: quando lei si sveglia, io sto per andare a dormire, allora nel combattimento tra il dì e la notte vince lei. Poi mi sveglio io e a Vicenza torna la sera, allora lei perde.

Un po’ come una delle mie battute cavallo di battaglia, che nessuno mai capisce, oppure non ci fanno caso perché è straabusata (le altre due sono “Gloria puzzi di cicoria”, storpiamento della canzone di Umberto Tozzi e “Non si sente, c’è il fusorario”, quando non ho capito qualcosa. Tutte e due NON sono originariamente mie!): “giochiamo a Ladyhawke“. Nel film dell’85 con Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer i due, innamorati, a causa di un sortilegio non si incontrano mai con sembianze umane: di giorno lei è il falco che lui cura e protegge, di notte lui è un feroce lupo nero, docile solo alle carezze di lei. Quando arrivano la notte e il dì i due si trasformano irrimediabilmente.

Fuori dalla mia camera c’era una donna ferma accanto a una bicicletta, intenta a scrutare il cielo. Mi ha indicato una costellazione. Io l’ho ringraziata, dicendo però che non volevo imparare il nome delle costellazioni. Lei mi ha domandato perché, e io le ho risposto che molti anni prima avevo imparato i nomi di tutte le piante, e volevo riservarmi almeno il mistero del cielo.
A quel punto lei ha ribattuto che non poteva far altro che imparare le costellazioni, perché aveva due figli a scuola all’altro capo del mondo, e l’unico punto in comune con loro era il cielo.
Ci siamo salutati e io mi sono seduto sul solito sgabello. Alla mia destra è schizzata una lucertola, le vespe dormivano nel loro nido sotto le travi del tetto fuori dalla finestra del bagno, e in quel momento ho capito che la mia giornata stava per finire.

Douglas Coupland, Memoria Polaroid